Monthly Archives Luglio 2026

Addio a SAM NEIL

Nel ruolo del ricco possidente di “Lezioni di piano” SAM NEILL anche come non protagonista, riuscì a dare una prova maiuscola della sua efficacia espressiva e delle sue capacità attoriali. Un personaggio, il suo, solo apparentemente “schiacciato” dalle presenze dominanti di Holly Hunter e Harvey Keitel, ma in realtà perfino più complesso, ambiguo e sfumato dei due protagonisti principali. Alisdair Stewart è un uomo rigido, insicuro, incapace di amare nel modo giusto ma anche profondamente umano nella sua vulnerabilità e che Sam Neill seppe rendere indimenticabile.

Non un autentico “villain” (sebbene si macchi di uno dei gesti più crudeli nei confronti della moglie), ma un antagonista tormentato, costretto anche lui (come la protagonista) a un matrimonio forzato ed incapace di ama...

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DISCLOSURE DAY, la rivelazione e l’illusione per Spielberg

E’ la sequenza di un “falso” (l’incontro di wrestling) ad aprire il film di Spielberg dopo la parola disclosure (rivelazione, divulgazione) del titolo. L’impatto è violento e brutale, come i calci sferrati dal lottatore allo sfidante già atterrato (prospettiva condivisa guarda caso con gli spettatori in sala). Quei colpi sappiamo già essere fasulli, coreografati e “ingannatori”. Non fanno male perché, di fatto, dissimulano il reale. Esattamente come succede nel film. E’ un incipit quasi teorico quello scelto da Steven Spielberg per “Disclosure Day”, un attacco che stordisce e che catapulta con immediatezza dentro la dimensione di una storia che andrà, per tappe quasi “analogiche”, a disvelarsi progressivamente sotto i nostri occhi...

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COMPLEANNI MEMORABILI: OMAGGIO A MEL BROOKS

Se esiste un genere chiamato “parodia dei generi” lo dobbiamo a un padre unico: quel Melvin James Kaminsky nato a Brooklin ben 100 anni fa.

MEL BROOKS per tutti.

Quello che i generi non li ha semplicemente imitati o scimmiottati, ma li ha smantellati fin dentro il midollo, fino alla radice ultima dei clichè, ricostruendoli in forme nuove, proverbiali e pop. E in quelle parodie ha messo veramente di tutto, esasperando le citazioni dai modelli originali (come nel suo capolavoro “Frankenstein Junior”), abbattendo di continuo la quarta parete, osando fare una satira (anche becera) su religione, razzismo, potere che a Hollywood oggi sarebbe pressochè impossibile...

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