Category Omaggi

ARRIVEDERCI MR.BLONDE…

LE IENE piangono il loro Mr.Blonde
Omaggio a MICHAEL MADSEN, prematuramente scomparso a 67 anni.
Il più folle e imprevedibile dei “cani da rapina” non è stato soltanto attore-feticcio per QUENTIN TARANTINO,
ma ha consegnato alla storia del cinema una delle sequenze più feroci e memorabili di sempre.
Impossibile ancora oggi ascoltare “Stuck in the middle with you” senza provare un brivido lungo…l’orecchio!
Disegno di LUPO ANDREA
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Omaggio ad Alvaro Vitali, maschera comica e tragica insieme

In una breve sequenza di “Roma” di Federico Fellini, Alvaro Vitali durante l’ora del dilettante, imita Fred Astaire con tanto di tuba e frac nero. Dopo pochi secondi di tip-tap degli energumeni in canottiera gli lanciano un gatto morto sul palco. Lui per tutta risposta rilancia nuovamente il felino sulla platea con un memorabile “M’hai portato er pranzo tuo?”. E conclude il numero come in un irrefrenabile e scatenato vaudeville…In quei pochi secondi emergono insieme tanto il talento del Fellini regista, abilissimo nello scegliere le sue maschere, che quello della maschera stessa. Alvaro Vitali maschera lo è stato per tutta la vita. Comica sullo schermo(fra liceali, insegnanti, dottoresse scollacciate e, naturalmente, Pierino), tragica, purtroppo, fino alla morte.
Chissà cosa avrebb...
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Festa del lavoro con “Metropolis”

Disegno di ANDREA LUPO

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Omaggio a VAL KILMER, indimenticabile Jim Morrison

“Vi dirò dell’angoscia e della perdita di Dio, vagando, vagando nella notte disperata. Qui fuori nel perimetro non ci sono stelle… qui siamo strafatti, immacolati…”

VAL KILMER– Jim Morrison in THE DOORS di Oliver Stone

Disegno di ANDREA LUPO
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Omaggio a ELEONORA GIORGI, dolcissima Finnicella…

Il mio tributo alla splendida ELEONORA GIORGI. La sua dolce Finnicella non resterà soltanto la “strega più bella del cinema italiano” ma anche quella di cui mi sono innamorato appena ragazzino. E “Mia moglie è una strega” è ancora oggi uno dei ricordi più belli della mia infanzia al cinema.

Addio Eleonora…

 

Disegno di ANDREA LUPO

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GENE HACKMAN, il lato duro, ambiguo e derisorio del miglior cinema americano

La tragica (e ancora avvolta nel giallo) dipartita di GENE HACKMAN, della sua consorte Betsy Arakawa e del cane che viveva con loro, non dovrebbe offuscare il ricordo di quello che è stato un gigante del cinema americano. Perchè Hackman (Eugene Allen per la precisione) non ha “semplicemente” regalato ad Hollywood memorabili personaggi tutti d’un pezzo, ma ha prestato il volto a figure ambigue, caratteri lacerati dal dubbio etico (“La conversazione” su tutti) e villains sorprendentemente accattivanti. Si voleva bene a Gene Hackman, sia quando si è fatto implacabile “braccio violento della legge” che quando ha dato voce al lato più spregevole (“Senza via di scampo”, “Potere Assoluto”) o manipolatorio (“La giuria”) delle istituzioni americane.

Di interpretazioni memorabili è stata piena ...

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Tributo a DAVID LYNCH, narratore di sogni, sognatore di incubi

Tributo a un genio straordinario e irripetibile del cinema e del nostro tempo, DAVID LYNCH. Maestro della narrazione, narratore di sogni, sognatore di incubi. Nessuno come lui ha saputo dare a quel territorio (irrappresentabile) che è il subconscio le forme di un grottesco tanto personale e bizzarro quanto credibile e perturbante. Impossibile qui elencare tutte quelle forme e un semplice disegno può catturare giusto i simboli o i simulacri di sensazioni che restano, tutt’ora, indecifrabili. Ma sono state emozioni autentiche, spaventose e spesso struggenti. E oggi anche l’incubo piange la scomparsa del suo più grande pittore…

Testo e disegno di Andrea Lupo

 

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Omaggio a GENA ROWLANDS

Non potrei mai avere una faccia impassibile. Chiunque mi guardi può dire esattamente cosa sto pensando

Gena Rowlands

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Omaggio a MAGGIE SMITH

Mi piace immaginare un ipotetico episodio di “Downton Abbey” in cui Violet Crawley, futura contessa madre, si sarebbe potuta imbattere in Gustav Klimt, posando per uno dei suoi quadri. Il piglio austero e al tempo stesso ironico di una giovane Maggie Smith si sarebbe stagliato benissimo su quegli sfondi rivestiti di foglie d’oro tipici dei ritratti del pittore austriaco. Resta solo un’immaginazione la mia, eppure mi piaceva ugualmente l’idea di salutare “alla maniera di Klimt” (di cui, ovviamente, non posseggo neanche un’unghia del talento) questa magnifica dama inglese...

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Tributo a ALAIN DELON

Alle icone cinematografiche non bisognerebbe chiedere altro che di essere questo: pura sostanza dei sogni, illusione di celluloide, seduzione dell’irraggiungibile.
Ma le icone hanno bisogno anche dell’uomo dietro. E quell’uomo, il personaggio pubblico, talvolta non corrisponde alla sensibilità o alla visione del mondo che ciascuno di noi possiede. Anche Alain Delon viveva dentro questa (umana) contraddizione, la stessa che gli ha procurato, soprattutto negli ultimi anni, l’acclamazione di tanti e la diffidenza di molti altri. Ma le icone esistono solo per restare fedeli a se stesse. E in questo Alain Delon è stato perfetto. L’immagine assoluta, il sogno di celluloide, la seduzione dell’irraggiungibile...
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