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Au Revoir, B.B….

Brigitte Bardot è stata un paradosso nella storia del cinema e del costume. Consacrata negli anni ’60 come simbolo di libertà e sensualità (grazie a Roger Vadim e Jean-Luc Godard), sdoganò il bikini e diede vita allo “scollo alla Bardot”, ridefinendo la femminilità attraverso la sfida (estetica) lanciata alle convenzioni morali e sessuali degli anni ’60. Eppure non era una femminista, si è sempre professata ultracattolica (pur avendo desiderato fortemente l’aborto per il suo unico figlio), e da tempo aveva sposato l’estremismo politico identitario, andando incontro anche ad accuse di razzismo...

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Esseri umani che hanno reso il mondo migliore: Jane Goodall.

Il volto di Jane Goodall non è, ovviamente, quello di una star cinematografica.

Celebrarla su questa pagina tuttavia è quasi un obbligo non soltanto perchè la sua storia è stata raccontata in numerosi documentari e film tra i quali il pionieristico “Miss Goodall and the Wild Chimpanzees” (1963, si può trovare su YouTube), e il più recente “Jane”, che esplora il suo lavoro e il legame con le altre grandi primatologhe come Birutė Galdikas e Dian Fossey, ma soprattutto perchè la celebre etologa ed antropologa britannica, è stata la scienziata che più di ogni altra è riuscita a rivoluzionare il modo di osservare il regno animale, restituendo ai cani (i primi da lei studiati ed osservati) ma soprattutto agli scimpanzé una dignità sociale e culturale del tutto inedita...

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Addio, nobile e fiera Angelica…

La sequenza in cui Angelica Sedara fa il suo ingresso al ballo ne “Il Gattopardo” di Luchino Visconti non fu la prima apparizione al cinema di Claudia Cardinale ma di certo ne rappresentò il momento più emblematico. All’interno di un un quadro storico che sembra prendere vita, la Cardinale incarnò con grazia e magnetismo tutta la bellezza prorompente e l’ambizione sociale di una Sicilia in mutazione (e al tempo stesso inesorabilmente immobile). Le epoche cambiano, il futuro avanza e il potere si sposta, ma quel fascino, fiero, sensuale e consapevole, resta.

Se l’ ingresso al ballo rimane una delle scene più memorabili del cinema italiano non lo dobbiamo soltanto al talento visivo di Luchino Visconti, capace di cesellare con perfezionismo pittorico ogni singolo dettaglio (perf...

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ARRIVEDERCI MR.BLONDE…

LE IENE piangono il loro Mr.Blonde
Omaggio a MICHAEL MADSEN, prematuramente scomparso a 67 anni.
Il più folle e imprevedibile dei “cani da rapina” non è stato soltanto attore-feticcio per QUENTIN TARANTINO,
ma ha consegnato alla storia del cinema una delle sequenze più feroci e memorabili di sempre.
Impossibile ancora oggi ascoltare “Stuck in the middle with you” senza provare un brivido lungo…l’orecchio!
Disegno di LUPO ANDREA
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Sandy Powell al Taormina Film Fest. Quando l’abito si fa “regista”…

Nella giuria internazionale della 71ª edizione del Festival di Taormina, appena concluso, c’è un astro che rifulge letteralmente sopra tutti gli altri. E’ quello della magnetica Sandy Powell, costumista britannica tre volte premio Oscar, che con la sua chioma fulva, il taglio androgino e gli outfit sempre più sfolgoranti, ha calamitato l’attenzione quanto ed anche più di molte star presenti. Classe 1960 (anche se la sua classe non è sintetizzabile da nessun numero), Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico per i servizi resi all’industria cinematografica, Sandy Powell non è semplicemente una straordinaria costumista cinematografica con 40 anni di carriera alle spalle e oltre 45 collaborazioni eccellenti...

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GENE HACKMAN, il lato duro, ambiguo e derisorio del miglior cinema americano

La tragica (e ancora avvolta nel giallo) dipartita di GENE HACKMAN, della sua consorte Betsy Arakawa e del cane che viveva con loro, non dovrebbe offuscare il ricordo di quello che è stato un gigante del cinema americano. Perchè Hackman (Eugene Allen per la precisione) non ha “semplicemente” regalato ad Hollywood memorabili personaggi tutti d’un pezzo, ma ha prestato il volto a figure ambigue, caratteri lacerati dal dubbio etico (“La conversazione” su tutti) e villains sorprendentemente accattivanti. Si voleva bene a Gene Hackman, sia quando si è fatto implacabile “braccio violento della legge” che quando ha dato voce al lato più spregevole (“Senza via di scampo”, “Potere Assoluto”) o manipolatorio (“La giuria”) delle istituzioni americane.

Di interpretazioni memorabili è stata piena ...

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Tributo a DAVID LYNCH, narratore di sogni, sognatore di incubi

Tributo a un genio straordinario e irripetibile del cinema e del nostro tempo, DAVID LYNCH. Maestro della narrazione, narratore di sogni, sognatore di incubi. Nessuno come lui ha saputo dare a quel territorio (irrappresentabile) che è il subconscio le forme di un grottesco tanto personale e bizzarro quanto credibile e perturbante. Impossibile qui elencare tutte quelle forme e un semplice disegno può catturare giusto i simboli o i simulacri di sensazioni che restano, tutt’ora, indecifrabili. Ma sono state emozioni autentiche, spaventose e spesso struggenti. E oggi anche l’incubo piange la scomparsa del suo più grande pittore…

Testo e disegno di Andrea Lupo

 

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Omaggio a GENA ROWLANDS

Non potrei mai avere una faccia impassibile. Chiunque mi guardi può dire esattamente cosa sto pensando

Gena Rowlands

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Tributo a ALAIN DELON

Alle icone cinematografiche non bisognerebbe chiedere altro che di essere questo: pura sostanza dei sogni, illusione di celluloide, seduzione dell’irraggiungibile.
Ma le icone hanno bisogno anche dell’uomo dietro. E quell’uomo, il personaggio pubblico, talvolta non corrisponde alla sensibilità o alla visione del mondo che ciascuno di noi possiede. Anche Alain Delon viveva dentro questa (umana) contraddizione, la stessa che gli ha procurato, soprattutto negli ultimi anni, l’acclamazione di tanti e la diffidenza di molti altri. Ma le icone esistono solo per restare fedeli a se stesse. E in questo Alain Delon è stato perfetto. L’immagine assoluta, il sogno di celluloide, la seduzione dell’irraggiungibile...
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Omaggio a ROBERTO HERLITZKA

Andarsene sommessamente, quasi in punta di piedi, dopo una carriera votata alla recitazione e la vita dedicata a un solo affetto. Roberto Herlitzka, gigante del teatro e del cinema, se ne va così, avvolto nel manto di quella morte che si era portata poco tempo prima l’amatissima moglie Chiara. Resta vivissimo però il suo potente lascito personale, che quel monologo sull’arte rivolto agli studenti nel bel film “Il rosso e il blu” sintetizza perfettamente.
Cerchiamo regole, forme, canoni, ma non cogliamo mai il reale funzionamento del mondo. La vera forma di tutto ciò che è fuori di noi, come di tutto ciò che è dentro di noi, è per gli uomini un eterno mistero...
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