Semplicemente Ornella!

Ornella Vanoni ci ha lasciati. O forse no. Lo scorso 21 novembre, a 91 anni, la “Signora della canzone” è scomparsa, dopo una carriera enorme, versatile, rara. Sulla carriera musicale non occorre dire nulla. Bastano le canzoni e la sua voce calda e densissima, quasi uno strumento musicale a sè. Lo stesso vale per la tv, in cui non è mai stata una “conduttrice” nel vero senso della parola, anche se, non appena appariva in scena, a condurre inevitabilmente era sempre lei e non ce n’era per nessuno.

Ironica, iconica, libera, spudoratamente libera. Perfino virale e “social”. Anzi socialmente sfacciata, ma anche, inaspettatamente, “sofisticata” durante certe improvvise esplosioni di turpiloquio e verità. Del suo contributo al cinema si ricorda poco, giusto qualche commedia musicale leggera non destinata a lasciare il segno, anche se nel brillante “7 donne e un mistero” di Alessandro Genovesi, la sua nonna Rachele rubava la scena a tutte le altre 6, con quelle battute spigolose e urticanti che sembravano più spontanee che scritte. Dannatamente divertente anche mentre restava muta, nell’angolo della scena, in apparente “calma piatta” (ma pronta a deflagrare follemente da un momento all’altro!).

«Io non ho bisogno di nessuno, e se devo morire, morirò ridendo» è una delle sue battute-chiave nel film. C’è riuscita davvero. Ci ha fatto morire dal ridere e, se è morta, l’ha fatto ridendo anche lei. Ornella ci ha lasciati. Ma forse no. Semplicemente c’è.

Testo e e disegno di Andrea Lupo

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