Omaggio a Gianfranco D’Angelo, “tenerone” della comicità

Se è vero che il mondo finisce non con un boato ma con un lamento, allora un comico non vorrà mai essere salutato per l’ultima volta con un singhiozzo ma con un sorriso.

Ed è con il sorriso raggiante e insieme surreale del “Tenerone” che saluto Gianfranco D’Angelo, omaggiandolo nei panni di quel “coccoloso”, ingombrante personaggio capace di farsi amare dai bambini per l’esagerata timidezza e di far ugualmente innervosire (divertendoli) gli adulti col suo squillante falsetto (“Che emozioneee!”).

Del resto quel bizzarro incrocio fra un coniglio gigante e lo zucchero filato esprime perfettamente l’essenza di un attore che sapeva pizzicare tutte le corde del comico, imponendosi su ogni palcoscenico tanto attraverso il corpo che con le improbabili parrucche femminili e, ovviamente, anche sotto chili e chili di pesante bontà “rosa”.

Se ne va, per una beffarda coincidenza, durante la stessa estate che ci ha portato via la Carrà. Lui che della Raffaella “nazionale” aveva fatto anche la più riuscita e divertente imitazione.

Perfetta naturalmente non perchè la più esatta ma perchè unica, esagerata e surreale. Esattamente come la sua comicità.

Ciao Tenerone e grazie per tutte le risate…

 

Testo e disegno di Andrea Lupo

 

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